Il motivo principale per cui penso che il feltro che faccio veicoli dei contenuti anche artistici oltre che artigianali e di mercato si fonda:

In parte sulla mia peculiare natura, che non posso qui descrivere, ma senz’altro non è univocamente commerciale, ne tanto meno inquadrabile nella produzione tout-court.
Piuttosto mando a mare il commercio ma non faccio i multipli se non per limitatissime serie, comunque non mai in stampo, sarebbe anche impossibile.

In gran parte sulla struttura e la natura del materiale stesso e sul tipo di lavorazione che subisce, con una storia e una contestualizzazione tematica precisa.

La natura dell’ispirazione da cui scaturiscono i prodotti, divisi per temi, come vedete ognuno con una sua peculiare filosofia portante.

I prodotti stessi. Faccio apposta a chiamarli prodotti. Ma potrei chiamarli figli. Nel senso di emanazione della mente e delle mani, mediata dal lavoro, che trasforma e crea una materia già esistente e affascinante.
Bisogna vederli, toccarli e sentirli.
Non sono vestiti, non sono stoffe, non sono commerciali.
Sono impasti di esperienze, sensazioni, fatiche e passione. Hanno una forma, giusta e si possono usare, meglio sarebbe liberarli dalla schiavitù dell’uso, ma abbracciano anche il quotidiano.
Per concessione al principio di realtà. Non mai per vocazione.
La loro materia d’origine è un derivato della natura animale, che non ha più struttura, perchè ha perso il proprio radicamento originale. Il lavoro delle mani, lo RI FORMA in un nuovo senso compiuto, di ispirazione varia e forma costante che lascia aperti degli spazi di possibilità.
Vorrebbero davvero parlare d’altro, oltre che essere abbigliamento anche se originale.
E francamente credo che sarebbe anche il caso che qualcuno li ascoltasse con le orecchie giuste, o anche solo dimostrasse l’intenzione di comprendere il secondo livello del loro linguaggio.

Gaia Clerici.